Riforma della tariffa elettrica: le proposte

Riforma della tariffa elettrica. Perché conviene

Su web e carta stampata, in questi mesi si sta dibattendo molto su contenuto e forma che dovrà avere l’ultima proposta presentata dall’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) inerente alla

RIFORMA DELLE TARIFFE DI RETE E DELLE COMPONENTI TARIFFARIE A COPERTURA DEGLI ONERI GENERALI DI SISTEMA PER I CLIENTI DOMESTICI DI ENERGIA ELETTRICA

L’obiettivo è l’”eliminazione degli ostacoli di natura tariffaria all’efficienza energetica e alla gestione dei consumi di energia elettrica” e si pone come realizzazione della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, al fine di favorire l’efficienza energetica e ridurre l’inquinamento ambientale e domestico mediante la diffusione delle tecnologie elettriche.

La proposta di riforma in sintesi

Alla consultazione hanno contribuito, oltre alle principali imprese e associazioni di operatori del settore energetico, alcune associazioni dei consumatori, ambientaliste, confindustriali, tecniche, alcuni clienti e un Senatore della Repubblica, che ha inviato una propria interrogazione parlamentare.

Il termine ultimo per le osservazioni riguardo al nuovo provvedimento è stato fissato al 4 settembre 2015, consentendo la sua adozione finale non oltre novembre 2015.

Ecco quindi i punti sui quali si basa la proposta di riforma della tariffa elettrica dell’Autorità per l’energia.

  • Superamento della tariffa progressiva e nuova struttura tariffaria
Tabella opzione tariffa TD - riforma tariffa elettrica
Tabella opzione tariffa TD

La riforma tariffaria risulta penalizzare i bassi consumi, ma permette agli utenti di risparmiare quando i consumi sono alti. Ciò motiverebbe i clienti:

  1.  ad investire in interventi di efficienza energetica
  2.  ad “elettrificare” ulteriormente le proprie abitazioni, aumentando in tal modo i consumi di elettricità in sostituzione di altre fonti energetiche

La tabella rappresenta infatti la volontà dell’Autorità di supportare il “Fuel Switch“, ovvero il passaggio da fonti di energia basate sull’utilizzo diretto di combustibili (fossili e rinnovabili) a soluzioni incentrate sull’utilizzo di energia elettrica.

Differentemente da come accade con un prodotto a risparmio energetico, generalmente basato sulla logica “consumo meno=spendo meno”, i benefici economici derivanti da un’abitazione “tutta elettrica” non sono proporzionali ai benefici energetici.

La convenienza o meno della gestione di questo tipo di soluzione rispetto alle tradizionali, è un fattore chiave che influenza fortemente la scelta del consumatore. Si comprende quindi l’importanza di una tariffa più favorevole sul consumo di energia elettrica, nel momento in cui viene utilizzata in larga misura come unica fonte di energia domestica.

Inoltre, l’attuale sistema tariffario progressivo, introdotto in un contesto storico ed economico molto diverso da quello attuale, ha portato ad aumentare di molto la spesa per le famiglie numerose. L’eliminazione della progressività significa quindi maggiore equità e convenienza.

  • Gradualità della riforma. Necessaria al fine di limitare al minimo l’impatto economico sulle famiglie.
  • Oneri di rete. Una parte di questi verranno spostati sulle componenti fisse

Il Ministro dello sviluppo economico Guidi, nella seduta parlamentare del 07/05/2015, ritiene di dover prendere in considerazione l’ipotesi, seppure estrema, in cui tutti i consumatori arrivino ad autoprodursi l’energia di cui hanno bisogno, pagando esclusivamente in base al consumo. In questa eventualità, gli utenti sarebbero quindi esentati dal pagare gli oneri per il mantenimento e lo sviluppo della rete e del sistema.

Questo perché attualmente il Decreto competitività (art. 24 – Disposizioni in materia di esenzione da corrispettivi e oneri del sistema elettrico per reti interne e sistemi efficienti di produzione e consumo) prevede che gli oneri generali di sistema per le configurazioni di autoproduzione e autoconsumo siano determinati facendo esclusivo riferimento al consumo di energia dei clienti finali o a parametri relativi al punto di connessione.

Il ministro evidenzia come già nel 2013 l’Italia ha raggiunto con largo anticipo gli obiettivi prefissati dalla Comunità Europea in ambito di sviluppo di fonti rinnovabili (qui la tabella con i dati, fonte: Elaborazioni Autorità per l’energia elettrica e il gas su dati GRTN/TERNA). In quest’ottica, spiega che la riforma è necessaria proprio per via della crescente evoluzione che vede coinvolta l’autoproduzione di energia elettrica. Il fenomeno quindi renderebbe indispensabile l’adozione di un nuovo sistema di tariffazione in cui gli oneri delle parti variabili e fisse risultino essere più equamente ripartiti.

  • Oneri di sistema. Gli utenti residenti continueranno a pagarli solo sull’energia prelevata e gli utenti non residenti, invece, solo una parte li vedranno spostati sulle componenti fisse.
  • Sostituzione utente tipo con “grappolo”di benchmark. Con il passare del tempo un unico cliente-tipo per valutare gli impatti tariffari non risulta più essere abbastanza rappresentativo. Ecco il motivo per cui si è deciso di passare a nuovi benchmark, in totale 6, che permetteranno di valutare meglio la spesa domestica in base ai prelievi di energia elettrica in differenti condizioni di consumo e in base alla potenza impegnata.
  • Revisione soglie potenza impegnata. L’obiettivo è quello di rendere più consapevole il consumatore finale sul livello di potenza più adeguato alle proprie necessità. Ciò potrebbe significare anche una riduzione dell’impegno contrattuale e quindi anche un risparmio sulla spesa finale.
  • Differenziazione tra utenti residenti/non residenti. L’obiettivo è quello di garantire una gradualità nell’applicazione della riforma, anche se ciò andrà a discapito delle abitazioni non di residenza.
  • Riconsiderazione bonus sociale. In modo da tutelare al meglio i consumatori con difficoltà economiche attraverso una modifica ai criteri di accesso, ad un ampliamento dei possibili destinatari e un miglioramento dei criteri di definizione della compensazione.

I tempi di applicazione

Nel Documento si leggono due possibili soluzioni

I) Dal 1 gennaio 2016 partirebbe la nuova struttura non progressiva solo per i servizi di rete, mentre per i servizi di vendita l’inizio è previsto dal 2017; nel 2018 infine il via con gli oneri generali.

II) L’avvio della riforma è prevista per il 2017 eccetto per gli oneri, previsti dal 2018.

In conclusione

La riforma sulla tariffa elettrica ha generato molti dissensi, ma leggendo attentamente il testo non si può non riconoscere lo sforzo che sta compiendo l’Autorità nell’introdurre, secondo quanto richiesto dalla direttiva europea, un modello di tariffazione più adeguato agli utenti e ai cambiamenti che stanno avvenendo.
Un modello che, come tutte le novità, per il momento un po’ spaventa ed è difficile da accettare e capire, ma solo con il tempo verrà dimostrata la sua vera e reale validità.

Category: Switch to the future

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Article by: Emanuela De Palo