Obiettivi Efficienza energetica per il 2020

Più efficienza energetica: le soluzioni nell’edilizia

È sempre più vicina la scadenza degli impegni europei di efficienza energetica stabiliti per il 2020.

A questo proposito, in questi giorni e fino all’11 dicembre 2015 si sta svolgendo nella bellissima città di Parigi una delle Conferenze più importanti a livello internazionale degli ultimi anni: la XXI Conferenza delle Parti (COP21).
Il tema principe, che i più importanti capi di stato del mondo si troveranno a discutere, riguarda il cambiamento climatico, ma soprattutto come fare a rallentare e se possibile fermare l’aumento della temperatura a livello globale nei prossimi decenni.

L’obiettivo della conferenza sarà proprio quello di trovare e stipulare un accordo fra tutti i leader del mondo, che definisca le nuove regole almeno fino al 2030 e che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati nell’ottobre del 2014, ovvero:

  • Una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990);
  • Una quota almeno del 27% di energia rinnovabile;
  • Un miglioramento almeno del 27% dell’efficienza energetica.

Efficienza energetica attraverso misure nel civile e nell’edilizia

Tutti e tre i punti sono di notevole importanza, ma quello che genererà effetti più immediati e riconoscibili da tutti noi è di certo quello inerente l’efficienza energetica. Riuscendo ad utilizzare l’energia in modo più efficiente, sarà possibile ridurre le proprie bollette, ridurre la dipendenza dai fornitori esterni di petrolio e gas e soprattutto si proteggerà di più l’ambiente.

Per raggiungere l’obiettivo fissato, che si ricorda essere un miglioramento dell’efficienza del 20% entro il 2020 e un miglioramento del 27% entro il 2030, l’UE ha adottando alcune misure concentrandole principalmente sugli edifici (settore in cui il potenziale di risparmio risulta essere maggiore), che includono:

  • una riduzione annua del 1,5% delle vendite di energia nazionali;
  • Paesi UE che fanno lavori di ristrutturazione ad alta efficienza energetica di almeno il 3% degli immobili di proprietà e occupati da amministrazioni centrali all’anno;
  • titoli di efficienza energetica vincolanti che accompagnano la vendita e locazione di immobili;
  • energia minima standard di efficienza e di etichettatura per una varietà di prodotti come caldaie, elettrodomestici, illuminazione e televisori (EcoDesign);
  • la preparazione del National Energy Efficiency piani d’azione ogni tre anni dai paesi dell’UE;
  • il lancio previsto di quasi 200 milioni di contatori intelligenti per l’energia elettrica e 45 milioni per il gas entro il 2020 (qui l’articolo sui nuovi smart meter 2G);
  • effettuare gli audit energetici almeno ogni quattro anni da parte di grandi imprese;
  • la tutela dei diritti dei consumatori a ricevere un accesso semplice e gratuito ai dati relativi in tempo reale e il consumo di energia storica.

Dati alla mano, sembra che l’obiettivo fissato per il 2020 sia difficilmente raggiungibile; secondo quanto dichiarato dall’UE infatti, si raggiungerà un risparmio energetico del 18-19%, mancando di un solo punto (massimo due) l’obiettivo.
Nonostante questo, l’UE ha calcolato che non sarà necessario applicare ulteriori misure, a patto che i Paesi europei riescano a mettere in atto l’intera legislazione già esistente in materia di efficienza energetica.

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) in Italia

In Italia è stata definita una “(…)Strategia Energetica Nazionale che esplicitasse in maniera chiara gli obiettivi principali da perseguire nei prossimi anni, tracciasse le scelte di fondo e definisse le priorità d’azione (…)”.

Per la SEN l’efficienza energetica è una priorità, per questo motivo dal Ministero dello Sviluppo economico e dal Ministero dell’Ambiente sono state attivate diverse misure per regolamentare e incentivare le risorse che si potrebbero ottenere nel settore civile e dell’edilizia, concretizzate anche attraverso la realizzazione di due programmi governativi:

STREPIN (Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare) identifica i criteri di intervento in base all’ottimizzazione del rapporto costi/benefici e stima il risparmio energetico atteso per il 2020 nel settore civile.

PANZEB (Piano per l’incremento degli edifici a energia quasi zero) chiarisce il significato di NZEB (Near zero Energy Building) e stima i sovra-costi necessari per la realizzazione di nuovi edifici NZEB o per la trasformazione in NZEB degli edifici esistenti.

Proprio su questi due programmi, i due Ministeri hanno aperto una consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere, entro il 4 Dicembre 2015, i pareri degli operatori e delle associazioni di categoria.

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Category: Switch to the future

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Article by: Silvia Minini