Ridurre inquinamento luminoso con crepuscolari e orologi

Inquinamento luminoso? No grazie!

“Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare”
(Vincent Van Gogh)

A chi non piace sognare guardando le stelle?

Purtroppo negli ultimi anni godersi un bellissimo cielo stellato è diventato sempre più difficile, vicino alle grandi città poi è diventato quasi impossibile, a causa dell’aumento smisurato dell’inquinamento luminoso.

Ma cosa si intende per inquinamento luminoso?

È l’alterazione della quantità naturale di luce presente nell’ambiente notturno dovuta alle immissioni di luce artificiale prodotta da attività umane. Come tutti i tipi di inquinamento, purtroppo, anche quello luminoso è causa di problemi:

  • Alle persone: in caso di scarsa o anche intensa illuminazione possono nascere problemi, a volte anche irreversibili, come cefalee, vertigini , lacrimazione e addirittura diminuzione della vista.
  • Ambientali: la troppa e non corretta illuminazione porta alla difficoltà o addirittura alla perdita dell’orientamento degli animali, alcune piante fioriscono prima a causa dell’esposizione forzata a luci artificiali e ciò comporta quindi una morte prematura dei fiori, si registrano poi anche alterazioni dei ritmi circadiani di uomini e animali ecc…
  • Culturali: chi ne risente maggiormente è certamente l’astronomia, in quanto un cielo troppo luminoso limita di molto l’efficienza dei telescopi attualmente utilizzati.
  • Economici: continuando ad illuminare zone non necessarie, si generano continui ed inutili sprechi energetici sia in termini di denaro che di risorse.

Ma i vari Stati, cosa stanno facendo per combattere questo inquinamento?

Nel nostro Paese le misure contro l’inquinamento luminoso sono di competenza di ogni singola regione. Molte Regioni, fra cui LombardiaEmilia RomagnaMarche hanno approvato leggi regionali con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento luminoso e i consumi, tutelare i siti degli osservatori e migliorare la qualità della vita nei centri urbani.

Al grave fenomeno si è interessata anche l’UNESCO, la IAU (International Astronomical Union), istituzioni scientifiche come la CIE (International Commission on Illumination) ed associazioni come l’IDA (International Dark-Sky Association). Come si legge infatti sul sito Media Inaf (Notiziario on-line dell’Istituto Nazionale di Astrofisica), l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 “Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce” (IYL 2015), organizzando per tutto l’anno iniziative volte a sensibilizzare circa i danni del consumo energetico per la salute e per l’ambiente.

Ma ognuno di noi può contribuire a ridurre questo tipo di inquinamento e continuare quindi a sognare guardando un cielo limpido. Una possibile soluzione la fornisce Finder con gli Interruttori crepuscolari e gli Interruttori astronomici.

Gli Interruttori crepuscolari

Gli Interruttori Crepuscolari sono realizzati senza uso di sostanze dannose, quali: Piombo, Cadmio, Mercurio e agiscono in funzione della luminosità dell’ambiente in cui vengono collocati. Come nei comuni crepuscolari, l’accensione della luce avviene nel momento in cui l’apposita sonda registra un calo sotto una certa soglia del livello di luminosità, i crepuscolari Finder inoltre comprendono anche due nuove tecnologie brevettate:

  • Isteresi zero”, BREVETTO EUROPEO,  permette di evitare sprechi di energia garantendo l’accensione e lo spegnimento alla soglia impostata, differentemente dai classici crepuscolari che si spengono con ritardo (Fig.1)

    Isteresi zero Finder
    Figura 1 – Isteresi zero
  • Compensazione influenza delle luci comandate” BREVETTO ITALIANO Finder, utile quando non è possibile evitare che una parte della luce emessa colpisca il sensore. Per effetto della compensazione, lo spegnimento delle lampade avviene con ritardo rispetto al momento in cui avrebbe spento senza influenza della luce comandata (Fig. 2)

    Compensazione influenza luci Finder
    Figura 2 – Compensazione influenza luci

In particolare, il Tipo 11.91 unisce la funzione di relè crepuscolare alla funzione di interruttore orario giornaliero, con orari di spegnimento/riaccensione programmabili, in modo tale da poter impostare l’accensione e lo spegnimento delle luci sempre allo stesso orario.

Inoltre, il Tipo 11.91 e il modulo di potenza Tipo 19.91, sono ideali quando si decide di parzializzare il carico (risparmiando) in certi orari: tutto acceso al crepuscolo, spegnimento e riaccensione (eventuale) agli orari stabiliti di una parte dell’impianto e spegnimento definitivo al raggiungimento dei lux impostati. In caso di black out, il relè conserva in memoria l’orario programmato grazie alla batteria interna. L’uscita ausiliaria, controllata direttamente dalla funzione crepuscolare, è collegata al modulo di potenza Tipo 19.91 (1 contatto in scambio 16A) che permette di comandare separatamente un carico luminoso diverso.

Tutti i tipi di crepuscolari Finder possono essere utilizzati con la rivoluzionaria sonda fotosensibile Tipo 011.03, a basso  impatto visivo, antivandalo e grado di protezione IP66/67.

Gli Interruttori orari

Un’alternativa ai crepuscolari, sono gli interruttori orari.

Anch’essi, come i crepuscolari, regolano il funzionamento dell’impianto di illuminazione, ma la differenza consiste nel fatto che in quest’ultimi non viene impiegata una sonda per la rilevazione del livello di luminosità. E’ possibile effettuare la programmazione dell’accensione o dello spegnimento in maniera innovativa attraverso la funzione “Astro”, la quale permette l’accensione al tramonto e lo spegnimento all’alba all’orario stabilito dalle coordinate geografiche impostate. Attraverso questa nuova funzione brevettata, presente negli interruttori orari Astro Tipo 12.81, inserendo la latitudine e la longitudine della località di installazione, l’apparecchiatura stabilisce, in maniera autonoma e automatica, il preciso istante in cui si verificherà sia il tramonto che l’alba in qualsiasi giorno dell’anno.
L’utente può tuttavia intervenire sulla programmazione con anticipi e/o ritardi all’accensione ed allo spegnimento fino ad un massimo di 1h/30min con intervalli di 10 min.

Programmare uno o più orologi è inoltre diventato ancora più semplice grazie alla creazione dell’App Finder Toolbox studiata appositamente per semplificare e velocizzare la programmazione attraverso smartphone.

Insomma, le tecnologie che permettono di combattere l’inquinamento luminoso sono già presenti e disponibili sul mercato, non ci sono scuse per rimandare il salvataggio dei nostri cieli.

Category: Switch to the future

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Emanuela De Palo