I nuovi smart meter 2G

I nuovi smart meter 2G

Sono in arrivo con l’anno nuovo gli smart meter: i misuratori di energia di seconda generazione.

A fine 2015 infatti i misuratori di vecchia generazione termineranno la loro vita economica (pari a 15 anni) e dovranno lasciare spazio ai nuovi misuratori telegestiti 2G. Nell’ottica del passaggio, a partire dal 2018 verso il mercato libero di elettricità e gas, l’adozione di un sistema innovativo di misurazione si rivela infatti indispensabile.

A questo proposito l’AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico) ha reso pubblico il Documento 416/2015/R/eel, in cui l’Autorità stessa indica in maniera molto dettagliata le specifiche funzionali che dovranno avere tutti i contatori intelligenti di energia elettrica in bassa tensione di seconda generazione.

In particolare, i nuovi contatori avranno a loro volta una vita utile di 15 anni, ma soprattutto dovranno essere in grado di supportare le trasformazioni del sistema elettrico tenendo quindi in considerazione i nuovi paradigmi di produzione distribuita e i cambiamenti del mercato.

Progettazione a prova di futuro (future-proof design)

Gli obiettivi sono quelli di favorire una migliore efficienza nella gestione del servizio di misurazione rendendolo più tempestivo e affidabile, promuovere la concorrenza nei mercati della compravendita di energia elettrica e favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica, grazie ad un aumento della consapevolezza da parte dei clienti riguardo ai propri comportamenti di consumo.
Nel documento dell’AEEGSI vengono indicati i 10 criteri generali da seguire durante la progettazione, individuati seguendo il principio della:

A. minimizzazione delle esigenze di riprogrammazione di sistema;
B. massima indipendenza possibile da componenti hardware aggiuntivi;
C. separazione delle risorse tra la telegestione e la messa a disposizione di dati;
D. interoperabilità con dispositivi di terze parti per la messa a disposizione dei dati ai clienti o a terze parti designate dai clienti medesimi, ovvero come definita dal CENELEC: “la capacità di due o più reti, sistemi, dispositivi, applicazioni o componenti di scambiare informazioni tra di essi e utilizzare l’informazione scambiata”.
E. intercambiabilità tra sistemi di imprese distributrici diverse;
F. immunità del sistema di comunicazione su linea elettrica in ambienti elettromagnetici perturbati;
G. multicanalità per la comunicazione e la messa a disposizione dei dati;
H. sicurezza informatica avanzata (cybersecurity);
I. progressiva integrazione con i sistemi intelligenti di distribuzione (smart distribution system);
J. minimizzazione dei vincoli di “retrocompatibilità” per la terza generazione di misuratori.

Cosa fa uno smart meter 2G

Ciò che distingue un misuratore intelligente da un contatore di vecchia generazione, è sopratutto lo scambio bidirezionale di dati. Questo l’elenco di specifiche funzionali che l’AEEGSI propone e di cui approfondisce l’analisi nel documento, coerentemente con quanto definito nella Sezione III della Raccomandazione 2012/148/UE:

  • Registrazione di grandezze continue (energia, potenza, tensione)
  • Registri di potenza
  • Registri di tensione
  • Orologio e calendario
  • Eventi contrattuali (attivazione, disattivazione, voltura, switching, modifica dei parametri contrattuali, variazione della potenza disponibile attraverso il limitatore)
  • Interruzioni della tensione
  • Altri indici non continui di qualità della tensione
  • Rilevazione giornaliera delle grandezze continue e degli eventi
  • Freezing dei registri di energia e potenza
  • Profondità delle serie di dati e ciclicità di rilevazione
  • Operazioni in telegestione
  • Tolleranza del limitatore di potenza
  • Controllo remoto del limitatore di potenza

Benefici: lo scambio di informazioni

Lo scambio di informazioni rappresenta il punto cardine dei benefici che si possono trarre attraverso i nuovi sistemi di smart meter.

I presupposti di questa svolta tecnologica si basano sia su un nuovo modo di intendere il contatore, che acquisisce un ruolo sempre più centrale, sia su un nuovo concetto di utilizzatore finale, soggetto non più passivo, ma attivo nella gestione dell’energia.

Disporre di informazioni e dati in tempo reale può infatti aiutare l’utente a comprendere meglio le propria spesa e quindi a capire come anche piccoli cambiamenti nell’utilizzo dell’energia, possono riflettersi positivamente oltre che sui consumi anche sui costi, incentivando comportamenti energeticamente più virtuosi.

La possibilità di disporre di maggiori informazioni non si limita all’ottenimento di un maggior risparmio energetico. Essa consentirà anche una migliore tutela dei clienti attraverso un invio efficace e corretto dei dati di consumo, rendendo la fatturazione più trasparente e basata sul consumo effettivo, risolvendo così anche uno dei problemi più comuni, ovvero quello dei “consumi stimati”.

Si auspica quindi che il processo di liberalizzazione dell’energia, unito all’introduzione di un sistema di controllo dei consumi innovativo, spinga i fornitori ad un regime concorrenziale, attraverso la proposta di offerte mirate per profili di consumo specifici.

E i benefici per i gestori?

Anche per i gestori risulta conveniente l’adozione degli smart meter, che garantirebbero ad esempio un maggior controllo sui bad-payers o nell’identificazione di problemi nella rete (ad esempio perdite o prelievi irregolari), una migliore gestione delle unità di autoproduzione di energia elettrica (denominate “generazione diffusa”), nonché una maggiore efficienza nelle operazioni di distribuzione.

Punti critici

Rischi per la salute

Riguardo i rischi per la salute, il dibattito è ancora aperto. Sul documento dell’Aeegsi è riportato che “Sono in via di predisposizione linee guida per la sicurezza dei sistemi smart metering da parte dell’associazione ESMIG, che raggruppa i principali costruttori di sistemi di smart metering”; mentre durante la tavola rotonda “Smart Meter e mercato libero dell’energia. Associazioni consumatori, istituzioni e produttori di tecnologie a confronto“, che si è tenuta a Roma il 18 maggio 2015 fra associazioni consumatori, istituzioni, e produttori di tecnologie, Bruno Lombardi (CEO di Landis+Gyr S.p.A.) e Rochi Dommarco (Country Manager di Diehl Metering) hanno rassicurato sulla potenza delle frequenze elettromagnetiche eventualmente emesse dai dispositivi, definendola di bassa intensità. Clicca qui se vuoi leggere l’interessante Working Paper a cura di Energia Media, sul confronto avvenuto a Roma il 15 maggio.
Anche Anie è impegnata a fare chiarezza sulle paure legate all’utilizzo degli smart meters e nell’articolo “Lo smart meter non inquina: i dati del gruppo GS2M lo scagionano” dichiara apertamente che non c’è alcun pericolo di inquinamento elettromagnetico indoor.

Costi e diffusione

Su chi graveranno i costi per la diffusione e l’installazione degli smart meter? Un problema che ovviamente ci si augura venga risolto ripartendo i costi in modo equo su tutti i soggetti coinvolti, ma che ancora non ha una risposta definitiva.
Di fronte ad un’innovazione di questa entità risulta chiaro che gli investimenti impiegati debbano essere opportunamente rivolti non solo alla tecnologia coinvolta, ma anche alla promozione dell’utilizzo di questa, in modo che oltre ai tecnici anche i clienti finali siano veramente in grado di utilizzarla in maniera efficace.

Cosa fa il resto del mondo

Secondo uno studio effettuato dalla ABI Research, nel 2020 si raggiungerà la cifra di 780 milioni di smart meter installati nel mondo; in Giappone, ad esempio, si prevede di installarli in ogni casa e ufficio entro il 2020 appunto, per far si che le prestazioni possano migliorare col tempo.

Altri paesi che si stanno muovendo velocemente sono l’Asia e le Americhe, che stanno impiegando diverso capitale e forze nel settore. In Asia, è la Cina lo stato che più si sta impegnando nel cercare risultati, ma anche Corea del Sud, Australia e Giappone hanno lanciato dei piani governativi per la distribuzione degli smart meter.
Non resta che aspettare nuovi aggiornamenti e sperare in un’efficace campagna informativa.

Category: Switch to the future

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Article by: Emanuela De Palo